Il problema non è uniforme in tutta l’area della montagna pistoiese. Le selve più colpite sono quelle più soleggiate dove il grado di umidità era ridotto al minimo. La parte più colpita sembra essere quella della valle del Reno dove alcuni castagneti, praticamente, non sono arrivati nemmeno ad essere produttivi. «La crisi della raccolta delle castagne – spiega Carlo Franceschi, delle Piastre esponente anche dell’Associazione boscaioli – investe soprattutto le selve che sono rimaste più riparate dal vento e dalle piogge. Alcune di queste non hanno nemmeno prodotto. Anche nella Valle del Reno la situazione non è omogenea e accanto ai castagneti che hanno risentito della siccità, ci sono quelli che non hanno avuto grossi problemi». «Il calo è un dato di fatto – spiega dall’Orsigna Carlo Fagnoni, presidente della cooperativa Val d’Orsigna – e purtroppo ha giocato a danno della produzione di questo frutto caro ai nostri luoghi sia la mancanza delle piogge, sia il fatto che non sia piovuto nei periodi favorevoli».
Stessa valutazione arriva anche dal versante di Piteglio. «La carestia di castagne – spiega Mario Nesti, un privato che si occupa della produzione di farina dolce per passione arrivata anche nella zona di Popiglio – La siccità estiva ha compromesso il raccolto e secondo me ci sarà almeno un 30% in meno del raccolto. La parte di Piteglio si è salvata in parte perché vi è più umidità». Il prezzo della farina dolce sembra non aver risentito della crisi e, direttamente dal produttore, si aggira sui 7-8 euro.

